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La cura dell'anima

Edipo. Un innocente

Introduzione

Ultime di cronaca.
Nera e rosa.
Di un assassinio e di un amore
Semplicemente degli ultimi einfälle (degli ultimi “pensieri improvvisi”, delle ultime intuizioni).
L’ultimo essendo Kafka. Un “tipo particolare” (Aracne).
Questi testi sono il frutto di una serie di illuminazioni che recenti e traumatiche (forse proprio “perché” traumatiche) esperienze hanno provocato.
Molto spesso, quasi sempre?, ritornerò su casi-clinici già pubblicati; non per correggere il tiro, ma per gettare più luce (o una nuova luce).
Alla fine, il sopralluogo su la “coidentità” porterà ad un’ipotesi estrema: il lavoro che ho dedicato negli ultimi quindici anni alla verifica dei risultati e dei processi delle psicoterapie, proprio perché ha raggiunto il suo culmine, si confronta con l’abisso su cui il “compimento” lo fa spencolare.
Nel progetto questi scritti facevano parte di un grosso volume (più di venti capitoli) che pensavo di pubblicare parte in libris (in cartaceo) parte in internet (in elettronico).
Il titolo sarebbe stato “chiestalapolvere” da “Chiedi la polvere” di John Fante. “Chiesto” alla polvere Ò ablativo assoluto. Tipo “deleta Carthagine” (da “Carthago delenda”) = chiestalapolvere.
Anticipo la pubblicazione dei titoli che sono il frutto delle esperienze suddette (e della lettura, l’una più sconvolgente dell’altra, di tutto René Girard e di tutto Kafka).
Mi riserbo di mettere on line il “resto”. Chi è esperto di escatologia, chi in ogni caso conosce Daniele, sa che cosa voglia “il rimanente”.
Il mio sito, www.disfinzione.com, comunque, sono già disponibili alcuni capitoli (cliccare su biblioteca; quindi su chiestalapolvere).

Più dettagliatamente:

i capp. 1-2 erano il secondo e il terzo della ventina che componevano chiestalapolevere.
I capp. 3-5 sono lo sviluppo di qualcosa che mi è scappato detto a lezione (primo semestre 2007-08) sul trauma e sul narrativismo. Sull’infans e sull’adolescens.
Il cap. 6 cerca di presentare le proposte di René Girard (post-factum).
I capp.  7-8 sono casi clinici illuminati dalla lettura di René Girard.
Mi sono messo a leggere Kafka in chiave sacrificale e mi sono imbattuto nella bidirezionalità della pratica sacrificale (la vittima è prima o poi anche carnefice, il carnefice prima o poi anche vittima: carnefice Ò vittima Ò carnefice Ò).
Questa scoperta era un’estremizzazione di Girard. Ed è essa che ha ispirato il capitolo 9 (un altro caso clinico).
Solo in Kafka. Un “tipo particolare” sviluppo un’ulteriore estremizzazione: non v’è ne monodirezionalità né bidirezionalità perché non v’è direzione. Fuori dalle categorie kantiane (spazio-tempo), infatti, non c’è direzione. Non c’è neppure conicidentia (né oppositorum né d’altro).
Traumatico è il passaggio dall’acategorialità-infanzia alle categorie-adulte e il reciproco.
Su questo due note ai capp. 2 e soprattutto 3.
Fondamentali perché illuminano i testi scritti prima del lavoro su e con René Girard. In essi si dimostra perché il “narrativismo” faccia cilecca: Non si può, infatti, narrare l’inenarrabile. Il trauma per essenza, inenarrabile (e qui tutta la “posteriorità” in Freud).
Andando oltre, con l’aiuto di Kafka: la rimozione è rimozione dell’infanzia (acategorialità); e il “ritorno del rimosso” è ritorno dell’infanzia (idem).

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