Addenda

 

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ANTONIO: Una persona misteriosa [Loredana, la moglie] perché ci sono tante e tante equazioni, diciamo, che ‘un tornano. Come dire: come si fa a far tornare, per dire, 2 = 3! ‘Un c’è verso! Se gli è 2 = a 2, non è = a 3! Invece con lei bisogna fa tornare 2 = 3… Io parlo in generale!

[…]

SALVATORE: […] 2+ 2 è una bischerata, non ce ne frega niente! 2 + 2…

ANTONIO: È matematica…

SALVATORE: 2 + 2 fa…

ANTONIO: 2 = 2…

SALVATORE: 2 + 2…

ANTONIO: Fa 4!

SALVATORE: 2 + 2 = 5, quello diventa interessante!

ANTONIO: Dottore, allora vorrebbe dire che la sessualità scombina i valori matematici!

SALVATORE: Eh! La sessualità, l’amore, l’int…no? Cioè, se lei va a vedere un film e sa giù chi è… chi è l’assassino, lei si diverte poco, no? Se invece non lo sa è interessato.

ANTONIO: [Stava ridendo… Diventa immediatamente serio. Eppure il discorso di Salvatore ha ripreso un discorso suo di poco precedente: niente mistero (nel rapporto con una donna) niente “voglia”!] Un momento! Perché assassino? Perché? Nella mia relazione [fa segno alla sua relazione con al moglie accanto] c’è un assassino?

SALVATORE: [Sorridendo, sdrammatizzante!] Accidenti, ho sbagliato! Dovevo tirare fuori un altro esempio!

ANTONIO: Lei ha tirato fuori l’assassino. [Ridacchia.]

SALVATORE: Dovevo prendere un altro esempio!

ANTONIO: A parte gli scherzi, non c’è mica un assassino, eh!

SALVATORE: Non penso proprio che ci sia! Io ho preso un esempio, così, a caso!

ANTONIO: Eh! Ma sa, a caso!

SALVATORE; Con lei non si può mai andare a caso, no?

ANTONIO: Eh, no! Tanto a caso no! Bisogna pensarci bene prima di dire una cosa! Io, a seconda di quello che mi dice lei, io penso, eh! Io faccio una trasposizione di valori… in parole, faccio un collegamento mentale su certe parole che dice lei, io fo alla svelta a… trasformare una parola in una pagina.

SALVATORE: Però… ma… Però, secondo me, questa è un’operazione che tende a trasformare il mistero da 2 + 2 = 5 in 2 + 2 = 4, no? Non le sembra? È un poco complicato, questo discorso, eh!

 

Da Lo psicologo dei pazzi, in Due o tre cose che so di lei. Tempi, luoghi e imprenditori della psicoterapia (Cesario, Aracne, Roma, 2003, pp. 62-63).